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La funzione educativa e formativa dello sport (parte 1^ )

by Ettore Terrone
in Sport
on 13 Luglio, 2014
Creato: 13 Luglio, 2014
Visite: 1586
Titolo di grande respiro potrebbe sembrare esagerato e anacronistico. E, purtroppo, non siamo molto lontani dalla realtà, almeno per quel che riguarda il nostro Paese. Se si chiedesse a qualunque cittadino con un minimo livello di istruzione dove e quando si dovrebbe praticare lo sport, credo che la stragande maggioraza risponderebe a scuola!!
E io aggiungerei magari !!!! Vediamo allora perchè lo sport scolastico non funziona e quali modifiche potrebero farsi affinchè possa svolgere le sue funzioni educative e formative.
Attualmente, in Italia, l'Educazione Motoria prima  e Sportiva poi, inizia ad essere insegnata, per legge, nella Scuola Primaria (un tempo detta Elementare) ed è totalmente demandata alle insegnanti curricolari che poverine, come per altre materie troppo specialistiche quali l'Educazione Musicale per.es., sono poste di fronte ad una responsabilità non da poco. Di solito accade che, nella migliore delle ipotesi, "un esperto" affianca l' insegnante che un'ora la settimana, anzichè due come di legge, porta la propria classe in una palestra scolastica faitscente, e osserva l'esperto lavorare con i suoi alunni. Nella peggiore delle ipotesi, invece, l'insegnate utilizza le ore di Educazione Motoria per terminare i programmi d'insegnamento di altre materie ritenute, a torto, più importanti e formative.
A questo punto possiamo già fare alcune considerazioni : 1- sembra che fino ai sei anni, inizio della Scuola Primaria, i bambini non abbiano nessuna necessità di educare e sviluppare le loro capacità ludico-motorie; 2-nella Scuola Primaria, dove per legge gli alunni dovrebbero svolgere due ore la settimana di Educazione Motoria, non vengono garantite le sufficienti condizioni tecnico-logistiche, ovvero insegnanti non preparati (certamente non per propria colpa) e strutture fatiscenti e insufficienti. Passando alla Scuola Media di primo grado, si spererebbe che la situazione migliori. Anche in questo caso, per legge, gli alunni devono svolgere due ore la settimana di Educazione Fisica. Se da un lato troviamo, finalmente, docenti qualificati non si può dire la stessa cosa dal punto di vista delle strutture, tant'è che per garantire le due ore d'insegnamento settimanale spesso si ricorre a strutture esterne private, chiedendo alle famiglie un contributo economico. Passando alla Scuola Media di secondo grado, più o meno, accade la stessa cosa con, a volte, un peggioramento : le ore d'insegnamento curricolare rimangono sempre due, ci sono insegnanti qualificati ma, anche in questo caso, troviamo strutture obsolete e insufficienti e un inizio di disaffezione all'attività, che in questa fase diventa Sportiva, con alcuni tra gli studenti più disinteressati che utilizzano l'ora di Educazione Fisica per preparare l'interrogazione della materia successiva. Infine, per coloro che si avviano alla "lunga formazione universitaria" l'attività sportiva diventa un lontano ricordo e questo nonostante esistano i C.U.S. (centri universitari sportivi) che percepiscono danaro pubblico per un'attività sportiva universitaria che nella maggior parte dei casi è soltanto teorica. Rebus sic stantibus, sembrerebbe che un cambiamento in meglio sia impossibile, soprattutto tenuto conto della situazione economica attuale. A mio avviso, invece, un cambiamento che non apporterebbe aumenti di costi ma migliorerebbe il servizio pubblico (ovvero, l'insegnamento dell'Educazione Motorio-Sportiva nella Scuola dell'Obbligo) è costituito dallo spostamento degli insegnanti di Educazione Fisica dalla Scuola Media di secondo grado nella Scuola Primaria. Personalmente,  ho verificato per anni e direttamente sul campo che nella Scuola Primaria i bambini sono affamati di movimento e giochi motori. Ecco perchè, garantire a tutti gli alunni docenti qualificati significherebbe :1-formarli motoriamente e, di conseguenza, psicologicamente in maniera completa; 2-prevenire i problemi di obesità che affliggono un numero sempre maggiore di bambini e adolescenti; 3-scoprire un numero di talenti sportivi sempre più grande.


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