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Tecniche strutturali ,Tecniche Muscolari, Tecniche Fasciali

by Ettore Terrone
in La Terapia manuale
on 02 Marzo, 2019
Ultima modifica: 07 Luglio, 2019
Creato: 02 Marzo, 2019
Visite: 740
Da sempre nell'ambito della Terapia Manuale si discute circa la migliore efficacia di alcune tecniche su altre. Fra tutte, vi è la diatriba tra tecniche strutturali (i classici thrust di Osteopati e Chiropratici) , tecniche muscolari (diffuse in ambito fisioterapico), tecnche fasciali (tecniche più evolute).
I primi asseriscono che a livello articolare si verifichino delle sublussazioni, invisibili dal punto di vista radiologico, che alterando i rapporti articolari fisiologici, inviano impulsi scorretti a livello muscolare, generando spasmo degli stessi che vanno a "fissare" le sublussazioni: in pratica, un cane che si morde la coda.
I secondi, invece, ritengono che sia uno stato di contrattura e spasmo dei  muscoli superficiali e/o profondi a generare i sintomi dolorosi. Vediamo quindi di fare un pò di chiarezza. Le tecniche strutturali, sono tecniche molto precise che richiedono una perfetta conoscenza delle strutture anatomiche e abilità palpatorie e manuali che si acquisiscono dopo anni ed anni di pratica. Inoltre, ci sono casi in cui esse sono da sconsigliare (soggetti anziani, patologie vertebrali importanti, ecc.).
Le tecniche muscolari, al contrario, hanno lo scopo di detendere quelli che sono gli spasmi e accorciamenti muscolari. Ce ne sono di vario tipo e genere. Il problema è che uno stiramento muscolare passivo, ben difficilmente può raggiungere muscoli profondi e i piccoli muscoli interarticolari.
Infine, le tecniche fasciali operano su un altro livello : quello del sistema neurovegetativo. E' ormai abbastanza diffusa la nozione di Omeostasi del corpo, cioè quello stato di equilibrio nel quale ogni essere umano non ha sintomi di malessere . Di tale omeostasi se ne occupa il Sistema Nervoso Neuro-vegetativo. Composto da due sottosistemi complementari tra loro (simpatico e parasimpatico), quando vi è uno squilibrio a favore del primo (simpatico) iniziano a manifestarsi i primi sintomi. Le tecniche fasciali, indirizzate alla FASCIA (che potremmo definire una MATRICE che riveste l'intero corpo ed è ubiquitaria al suo interno), tendono a favorire il ripristino dell'omeostasi agendo soprattutto a livello del sistema nervoso parasimpatico, permettendo al corpo e alla sua infinita intelligenza di riprendere a fare il proprio lavoro.


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