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IL REGGISENO

by Ettore Terrone
on 03 Settembre, 2019
Ultima modifica: 11 Settembre, 2019
Creato: 03 Settembre, 2019
Visite: 575
Altro indumento di biancheria intima prettamente femminile, il reggiseno (quì trovate la sua storia https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_reggiseno ),in realtà, nasconde non poche insidie: vediamo perchè.
Dalla sua invenzione, il reggiseno ha subito innumerevoli modifiche : nei modelli, nei tessuti, nelle funzioni; ma il problema è semre lo stesso: un vero e proprio "costrittore" del torace femminile e di tutte le presiose e delicate strutture che protegge. Iniziamo con l'osservazione più banale : avere un corsetto costrittore che avvolge il torace non farà che limitare la capacità di espansione del medesimo durante l'inspirazione, comportando da un lato una minore immissione di aria e dall'altro rendendo meno elastiche le articolazioni sterno-costali e costo-vertebrali. Uno dei concetti chiave in Osteopatia recita che "la vita è movimento". Capite bene che una minore mobilità toracica nel tempo potrà portare a problemi più o meno seri.
L'altro aspetto, forse più importante, riguarda il Sistema Linfatico e il Sistema Vascolare . Osservando un qualunque disegno anatomico al riguardo si può traquillamente comprendere la quantità di vasi linfatici ed arterio-venosi presenti a livello toracico. Si tratta di una rete vastissima di tubi e tubicini deputati al trasporto e smistamento di sostanze nutritive, ormoni, tossine, metaboliti, enzimi, ecc. Tutti abbiamo fatto almeno una volta nella vita l'esperienza di osservare cosa accade al flusso d'acqua che scorre in un tubo quando viene schiacciato: il flusso diminusce drasticamente o si arresta del tutto !!! Allora, immaginiamo cossa possa accadere al flusso vascolare e linfatico in una donna che indossa un reggiseno per diverse ore nel corso di una giornata e questo per 365 giorni l'anno..... A tutto quello già detto, aggiungiamo che quando il seno ha dimensioni importanti sono evidenti sulle spalle della proprietaria 2 bei solchi più o meno profondi, segno evidente di una compressione particolarmente gravosa a carico delle clavicole su cui le bretelline poggiano. Se consideriamo che sotto le clavicole passano vasi e nervi di grande importanza che attraversano gli arti superiori, il gioco è fatto. E poi, siamo proprio sicuri che tutti questi "insulti traumatici" a strutture così delicate non abbiano alcuna responsabilità nella comparsa del cancro al seno ?
Ad maiora....... 


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