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Il Sistema Nervoso Autonomo

by Ettore Terrone
in News
on 18 Settembre, 2019
Creato: 26 Aprile, 2017
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Il Sistemo Nervoso umano, e non solo, si distingue in Volontario e Autonomo o Neuro-Vegetativo. Quest'ultimo è deputato al controllo e alla regolazione di tutte quelle funzioni che non sono sotto lo stretto controllo della nostra coscienza (es. pressione arteriosa, motilità e secrezioni intestinali, regolazione della temperaatura corporea, ecc. )
Il S.N.A. è attivato prevalentemente da centri distribuiti nel midollo spinale, nel tronco encefalico e nell'ipotalamo (all'interno del cervello), ma anche da regioni della corteccia cerebrale. Il S.N.A.viene ulteriormente suddiviso in Sistema Nervoso Ortosimpatico ( o Simpatico) e Sistema Nervoso Parasimpatico. Il SNS è formato da fibre nervose che dopo essere fuoriuscite dal midollo spinale, raggiungono la cosiddetta catena dei gangli ortosimpatici paravertebrale, bilateralmente. E' su questi gangli, ad esempio, che si cerca una reazione quano si utilizzano le tecniche strutturali (i cosidetti thrust) e non solo esse. Di quì, fuoriescono altre fibre nervose che vanno ad innervare direttamente i vari organi o in precedenza raggiungono un ganglio(un nodulo di tessuto nervoso) per poi dipartirsi ai vari organi. Viceversa, l'innervazione parasimpatica è assicurata per la gran parte dai due nervi vaghi che fuoriescono dal cranio attraverso il forame giugulare (formato ). Alcune fibre, tuttavia,appartengono al terzo, al settimo e al nono nervo cranico (in tutto sono 12 i nervi cranici), e parecchie fibre ai nervi della porzione sacrale del midollo spinale. I due "sottosistem" sono tra loro in antitesi, nel senso che sui ciascun organo o ghiandola innervati hanno effetto opposto : in generale, il sistema ortosimpaticoscarica in massa impulsi nervosi nella preparazione del corpo all'attività.In generale, quando sono eccitati,i centri cerebrali del simpatico stimolano contemporaneamente  quasi tutti gli orani che innervano, alzando la pressione arteriosa, aumentando il metabolismo, stimola l'attività mentale ed aumenta la glicemia. Nel caso in cui la funzionalità del sistema simpatico sia alterata, l'individuo non è in grado di reagire a situazioni di pericolo o particolarmente stressanti, vigorose e vivaci. Al contrario, il sistema parasimpatico riporta l'organismo ad un livello di tranquiliità, riattivando tutte le unzioni fisiologiche quali ad esempio quella digestiva. Solitamente, anche se ad una frequenza relativamente bassa, entrambi i sistemi sono attivi. Questo permette un controllo continuo degli organi interni, e costituisce ciò che viene definito tono o effetto tonico dei due sistemi. Questo significa che lo stesso sistema può avere sullo stesso bersaglio sia effetto positivo (in più) che negativo (in meno): ad esempio, se le fibre vasocostrittrici del simpatico fossero normalmente quiscienti (inattive), potrebbero solo far restringere i vasi quando si attivano. Invece, essendoci sempre un tono di base, i vasi sanuigni sono sempre in uno stato di parziale costrizione, quindi il sistema può non solo aumentarne la costrizione aumentando la scarica di impulsi, ma può anche dilatarli diminuendo la medesima frequenza. Gli stessi principi valgono anche per l'attività del sistema parasimpatico. Quindi, in realtà, i due sottosistemi più che antagonisti sono complementari ed indissolubilmete legati tra loro. Ora, appare evidente come l'intervento esterno, sia esso di natura mauale o altra, andrà ad agire cercando di riportare questo delicato co-sistema in equilibrio, poichè, di solito, in mancanza di traumi, la malattia si sviluppa dall'alterazione del medesimo.
Thanks to Arthur C. Guyton


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