Via imbriani, 105 - Via Torino, 24 - Barletta (BT)+39 339 3551455studiosteoterrone@libero.itStudio di Osteopatia

Acufeni

Per "acufene" si definisce una sensazione uditiva percepita da un soggetto, in assenza di una sorgente sonora nell'ambiente esterno.Gli acufeni si distinguono in "oggettivi", circa l'1% e "soggettivi", circa il 90%.
Read More

I Servizi

Trattamenti di Terapia Manuale, ovvero tecniche manipolative in grado di migliorare un gran numero di situazioni dolorose da quelle tipiche dell’apparato osteo-muscolo-articolare (es. artrosi, lombalgia, sciatalgia, cervico-brachialgia, colpo di frusta, colpo della strega), dolori di origine viscerale, ernia iatale o reflusso esofageo, dolori dell’apparato genitale maschile e femminile, mal di testa, emicrania, ecc.
Si tratta di un approccio olistico e non invasivo che va alla ricerca della causa che scatena il dolore. Questo permette di evitare l’uso di farmaci con i relativi effetti collaterali e il ricorso a terapie più invasive o protratte nel tempo.
 
Campi di efficacia della terapia manuale
-Apparato locomotore : artrosi, dolori "reumatici"cronici, dolore e rigidità cervicale, dolore dorsale, lombo-sciatalgie, cervico-brachialgie, periartriti della spalla, dolore-artrosi dell'anca, dolore-rigidità del ginocchio, crampi, talloniti, tendiniti, gomito del tennista-golfista, ritardo nel  consolidamento delle ftratture, ecc.
-Testa: vertigini da tensione muscolare, confusione mentale, cefalee-emicranie, sinusiti croniche, russamento, acufeni, bruxismo, ecc.
-Apparato digerente : ernia iatale, coliti, stitichezza, gastriti, disgestione lenta, ecc.
-Torace: Tosse cronica, dispnea, asma, palpitazioni, bronchiti croniche, ecc.
-Apparato uro-genitale: problemi della prostata, euneresi notturna nei bambini, dismenorrea, cistiti, ecc.
-Altro: problemi della tiroide, ipertensione, ansia, angoscia, stress, ecc.
 Di seguito un elenco dei problemi che l'approccio osteopatico può migliorare :
-accumulo di tossine nel sangue;
-allergie;
-angina pectoris;
-ansietà;
-artrite;
-borsite;
-bronchite;
-calcolosi biliare;
-candida;
-cefalea;
-coccigodinia;
-coliche addominali nel lattante;
-coliche addominali;
-costole sporgenti;
-crampi mestruali;
-crampi polpaccio;
-dolore lombare acuto;
-denti e gengive;
-depressione psichica;
-diarrea;
-disturbi cardiaci;
-disturbi circolatori;
-disturbi cutanei;
-disturbi della gravidanza;
-disturbi della menopausa;
-disturbi mestruali;
-disturbi della pressione arteriosa;
-disturbi vescicali;
-disturbi delle vie respiratorie;
-dita a martello;
-diverticolite;
-dolore mammario;
-dolore sternale;
-dolore toracico;
-dolori inguinali;
-dolori sacrali;
-drenaggio linfatico;
-eczemi;
-edema;
-emicrania;
-emorroidi;
-enfisema polmonare;
-enuresi;
-ernia jatale;
-fascite plantare;
-febbre da fieno;
-febbre linfoghiandolare;
-flautolenza;
-gomito del tennista;
-incontinenza nell'adulto;
-dispepsia;
-insufficienza surrenale;
-ipertrofia prostatica;
-problemi nell'allattamento;
-lombalgia acuta o cronica;
-meteorismo;
-nausea;
-noduli mammari;
-otite media;
-paralisi del nervo facciale;
-dolori alle caviglie;
-disturbi alla bocca e all'articolazione temporo-mandibolare;
-disturbi digestivi;
-disturbi epatici;
-problemi polmonari;
-problemi renali e vescicali;
-psoriasi;
-ritenzione idrica;
-sciatalgia;
-sindrome da stress nervoso;
-sindrome di Meniere (vertigini, acufeni);
-Spalla "congelata" e/o capsulite retrattile;
-spasmo anale;
-disturmi nel concepimento maschile e femminile;
-stipsi;
-dolori cervicali;
-disturbi della tiroide;
-tonsillite;
-torcicollo;
-tosse;
-tunnel carpale;
-ulcera gastroduodenale;
-disturbi alla valvola ileocecale;
 
Read More

Il dott. Max Gerson

Max Gerson (Wongrowitz, 18 ottobre 1881 – New York, 8 marzo 1959).Dopo aver frequentato diverse università tedesche ed essersi laureato in medicina all'Università di Friburgo in Brisgovia nel 1907, elaborò una dieta per curare le proprie emicranie.
Read More

Il sistema linfatico

Il Sistema Linfatico rappresenta una via accessoria attraverso la quale il liquido può defluire dagli spazi interstiziali al sangue ed ha la capacità, importantissima, di asportare dagli spazi tissutali le proteine e il materiale corpuscolato che non possono essere direttamente riassorbiti nei capillari sanguigni.
Read More

Il trattamento dei tessuti connettivi

Si tratta di tecniche manipolative che agiscono tramite la cute a livello dei tessuti connettivi, ovvero una tipologia ti tessuti che nel corso dello sviluppo embrioniale assumono varie funzioni, da quelle di sostegno a quelle trofiche, ecc. Una delle prime descrizioni e schematizzazioni di tale approccio, la dobbiamo a Elisabeth Dicke, una terapeuta tedesca, che nei primi anni del XX secolo scoprì casualmente la possibilità di trattare alcuni disturbi fisiologici di cui soffriva attraverso un "massaggio connettivale".
Read More

La coxartrosi, ovvero l'artrosi dell'anca

Su Wikipedia è possibile leggere la seguente definizione, sufficientemente corretta ed esauiente: la coxartrosi o artrosi dell'anca è una patologia cronico-degenerativa dell'articolazione dell'anca dovuta a una progressiva alterazione della cartilagine articolare. A queste alterazioni si accompagna il dolore, la limitazione nel movimento e può essere compromessa la normale deambulazione.
Read More

La febbre, questa sconosciuta

Di seguito, pubblico iun interessante articolo, tratto dal sito DISINFORMAZIONE.NET, in cui si riportano le idee e le esperienze del dott. Trall, appartennete alla Scuola Americana dell'Igienismo. Buona lettura....

Nella sua oggi famosa conferenza su " La Vera Arte Guaritrice", tenuta allo Smithsonian Institute nel Febbraio 1862, il Dr. Trall dichiarava:
«La febbre non ha una sede; essa è un'azione. Non dimenticate la domanda fondamentale: che cosa è la malattia? La febbre è una forma patologica e come tale è un processo di purificazione; pertanto essa sarà uno dei metodi attraverso cui il sistema si libera della materia morbosa». «Per quanto tempo ancora i medici si spremeranno il cervello e consumeranno carta e inchiostro per cercare UNA COSA CHE NON E' AFFATTO TALE,e tentare di trovare una sede per una malattia che non ha nessuna ubicazione
L'idea qui espressa, vale a dire che la febbre non è altro che una parte dei processo generale di ricostruzione e purificazione che è la malattia, e che la febbre è salubre o benefica, è stata sostenuta dagli Ortopatici, dagli Idropatici e dal Naturopatici nonchè dai Fisiomedici sin dalla loro origine. L'idea venne derisa dalla professione medica “regolare”, sebbene, come dimostreremo più tardi, essa, oggi, inizi a farsi strada anche tra loro. Si dice, in realtà, che Ippocrate abbia detto: «Datemi la febbre e curerò qualsiasi malattia», ma Ippocrate certo non può essere classificato come un "regolare". Egli fu una via di mezzo tra un moderno idropatico ed un fisiomedico.

L'idea fisiomedica della febbre è visibile nella seguente citazione tratta da “Fisiomedicin” del Dr. J. S. Thomas:
«Da ora in poi ci batteremo per sostenere quanto abbiamo detto, e cioè che LA MALATTIA E' UNA CONDIZIONE CHE DIMINUISCE L'ENERGIA DI QUELLA FORZA CHE SOSTIENE E MANTIENE LA VITA , e che L'IRRITAZIONE, L'INFIAMMAZIONE E LA FEBBRE sono semplici manifestazioni della forza vitale di restaurare la condizione originaria».

Continuando: «Queste azioni vitali(le azioni della malattia) sono tutte benefiche per il paziente, e dovrebbero essere aiutate invece di essere soffocate. LA FUNZIONE SOSPESA DELLA SUPERFICIE CUTANEA PRIMA Di UN ATTACCO Di BRIVIDI (SENSAZIONE DI FREDDO) non può ESSERE RIPRESA SENZA LA FEBBRE , e nessuna lacerazione della carne può essere risanata senza quel processo fisiologico chiamato infiammazione, che insieme alla febbre, loro (Allopatici ed Omeopatici) trattano come 'malattia'».
Il dr. Joel Shew nel suo “Il medico di famiglia Idropatico”, dichiara: «Qualsiasi sia la verità a proposito della natura e della tendenza generale della febbre, bisogna però sottolineare il fatto che i pazienti, quando convenientemente curati, e non danneggiati da misure rigide ed arbitrarie, dopo un attacco stanno molto meglio. Ciò si osserva addirittura dopo certe febbri che hanno avuto origine nella malattia».

E' stato detto che “l’infiammazione è una febbre locale e che la febbre è un'infiammazione generale". Se con questo si vuol dire che entrambe sono parte dello stesso processo di guarigione, non abbiamo nulla da obiettare.
Un'infiammazione generale però per poter esistere ha bisogno di un quantitativo sufficiente di sangue che la produca. La febbre, da parte sua, è piuttosto una reazione generalo dei sistema nel caso in cui irritazione ed infiammazione sono estese e, in una certa misura colpiscono anche organi interni.
Di regola, le febbri sono precedute da una sensazione di freddo. Questa è dovuta al ritiro del sangue dalla superficie del corpo e causa una sospensione dell'irraggiamento dei calore cutaneo; a tale sospensione segue la febbre. La febbre non solo metto le cellule dell'interno dei corpo in condizioni di accelerare le proprie attività, ma assicura anche il calore della superficie dei corpo che altrimenti rimarrebbe fredda.

Le cellule di tutti i tessuti e liquidi colpiti da febbre ed infiammazione si ingrossano. Ciò è dovuto ad un'accresciuta essudazione di liquidi dal sangue nelle parti colpite, che ha come effetto un maggior nutrimento ed una più rapida crescita. Questo aumento della temperatura corporea durante le infiammazioni e le febbri è costante, ed è impossibile che queste si sviluppino senza che si abbia un temporaneo aumento della quantità di materia vivente nelle zone interessate. Nelle cellule si osserva sempre un aumento dei processo nutritivo.
Forse per spiegare meglio il fondamento logico della febbre, prendiamo in esame i movimenti di una ameba in diverse condizioni di temperatura. Per autonoma che tale creatura monocellulare possa apparire, essa in realtà è incapace, senza un'influenza esterna, di accelerare le proprie funzioni al di sopra dei proprio standard fisiologico e, parimenti, di rallentarle o bloccarle.
Se la temperatura dell'ambiente in cui si trova viene aumentata di pochi gradi, i suoi movimenti, precedentemente forse lenti e fiacchi, immediatamente si rinvigoriscono: l'attività vitale cellulare aumenta. UN AUMENTO DELLA TEMPERATURA E' NECESSARIO AD AUMENTARE L'ATTIVITA' VITALE.

Una diminuzione della temperatura sortisce l'effetto contrario. Se il liquido in cui si trova l'ameba viene gradualmente raffreddato, la cellula gradualmente cessa i suoi movimenti ed attività e, alla fine, diventa un semplice globulo inerte capace di riprendere le sue attività originarie soltanto una volta che la temperatura sarà stata aumentata. UNA RIDUZIONE DELLA TEMPERATURA RIDUCE L'ATTIVITA' CELLULARE.
Se la temperatura viene aumentata troppo, i movimenti della cellula gradualmente cessano. Ad un certo grado di calore, la cellula diventa rigida e inerte e può riprendere a funzionare soltanto dopo averne fatto scendere la temperatura. IL CALORE ECCESSIVO BLOCCA L'ATTIVITA’ CELLULARE.
Noi possiamo aumentare la temperatura dell'ameba quanto vogliamo in quanto siamo noi stessi che, dall'esterno, forniamo il calore; questo, infatti, non è prodotto della sua attività cellulare. Nel corpo, durante la febbre, le cose vanno diversamente. Il calore è il risultato della stessa attività corporea, e se esso supera una certo soglia, l'attività cellulare viene automaticamente rallentata e la produzione di calore diminuita. ESISTE QUINDI UN CONTROLLO AUTOMATICO DELL'AUMENTO DELLA TEMPERATURA.

Una delle funzioni principali della pelle è quella di regolare la temperatura corporea. Il calore viene diffuso attraverso la pelle, soprattutto attraverso la sudorazione. Il corpo viene raffreddato dall'evaporazione dei sudore; qualsiasi liquido, infatti, evaporando assorbe calore. Il sudore, evaporando, sottrae calore al corpo.
Regolando la quantità di sangue che raggiunge la pelle, viene controllata la fuga di calore dal corpo. Più sangue è nella pelle, più calore verrà emanato dal corpo. Se il corpo viene raffreddato, i vasi sanguigni della pelle si contraggono. Ciò obbliga il sangue a defluire dalla superficie verso l'interno del corpo e a conservare il suo calore. Quando il corpo è caldo, i vasi in superficie si dilatano, permettendo così a quantità maggiori di sangue di raggiungere la pelle e dissipare così parte dei loro calore.
Vi sono due categorie di nervi preposte a regolare la conservazione e l'emanazione dei calore: quelli vasomotori, che controllano la contrazione e la dilatazione dei vasi sanguigni, controllando pertanto il flusso sanguigno, e quelli secretori che stimolano le attività delle cellule ghiandolari. Generalmente ad un aumentato flusso sanguigno si accompagna un'accelerazione dell'attività ghiandolare, sebbene talora capiti - nel caso di soggetti molto nervosi o di shock - che si abbia una profusa traspirazione appiccicaticcia contemporaneamente ad una diminuzione dei flusso sanguigno. La secrezione del sudore è regolata dal sistema nervoso. I centri ad essa preposti, situati nel midollo spinale, vengono attivati dal moto, dalle variazioni della temperatura esterna, da emozioni, da molte sostanze e spesso da un aumento della temperatura dei sangue circolante nello stesso midollo spinale.

Il corpo non solo regola l'emanazione dei calore, ma ne regola pure la produzione e la distribuzione. Capita spesso in soggetti motto deboli o in casi di shock che la capacità dei corpo di produrre o conservare calore sia ridotta, cosicché la sua temperatura scende al di sotto del normale. In molti stadi di una malattia acuta, la temperatura è al di sopra dei normale e si dice che il paziente ha la febbre.
FEBBRE E' UN SEMPLICE AUMENTO DI QUALCHE GRADO DELLA NORMALE TEMPERATURA CORPOREA.
Durante la febbre, di solito si ha una produzione di calore maggiore rispetto alle condizioni normali, sebbene il calore prodotto non eguagli mai quello provocato da un violento esercizio fisico.

...
Read More

La funzione fisiologica del cerume

Con questo articolo inauguriamo una nuova sezione in "pillole" nelle quali parleremo dei rimedi naturali che il dott. Still era solito utilizzare nella cura di alcune malattie che affliggevano frequentemente i suoi parenti, prima, e pazienti poi. 
In questo caso il dott. Still si interroga sulla funzione fisiologica del cerume.
Read More

Le tisane al timo

Nell'ambito delle erbe medicinali, sono pochi coloro che conoscono le enormi capacità terapeutiche di una pianta per lo più utilizzata per insaporire alcune pietanze : il timo.  Pianta appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, prende il nome dal Greco antico avendo significato di forza, coraggio.
Read More

Lo sviluppo e la diffusione dell'Osteopatia nel mondo

L'osteopatia in Europa

Non essendo presente nei corsi di Laurea della Facoltà di Medicina, l'Osteopatia non è né una sua specializzazione, né una sua competenza. Questo ha permesso agli osteopati di sviluppare la loro arte in modo indipendente, favoriti dal fatto di rispondere alla richiesta di una popolazione attratta dalla semplicità e dall'efficacia dell'osteopatia.
Read More

Lombalgia e Sciatalgia : che fare ?

Chi, soprattutto, tra i più grandicelli non ha mai sofferto in vita sua di dolore lombare (parte bassa della schiena) e/o sciatalgia (ovvero dolore che si irradia dal gluteo per tutta la coscia posteriormente e a volte arriva fino al piede) ? E quali sono i rimedi per tali "mali" ?
Read More

Tecniche strutturali ,Tecniche Muscolari, Tecniche Fasciali

Da sempre nell'ambito della Terapia Manuale si discute circa la migliore efficacia di alcune tecniche su altre. Fra tutte, vi è la diatriba tra tecniche strutturali (i classici thrust di Osteopati e Chiropratici) , tecniche muscolari (diffuse in ambito fisioterapico), tecnche fasciali (tecniche più evolute).
Read More

Tom Bowen e la sua tecnica

 Nato in Australia nel 1916, Thomas Ambrose Bowen  lavorava come chimico in un cementificio. Bowen inizio ad eseguire i primi trattamenti nel 1957 presso la casa dell'amico Renè Horwoods. Nel tempo, Bowen ha codificato una serie di movimenti molto delicati e precisi che partendo dai tessuti muscolari e connettivi , stimola la capacità innata degli esseri viventi di autoguarirsi.
Read More