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La febbre, questa sconosciuta

Di seguito, pubblico iun interessante articolo, tratto dal sito DISINFORMAZIONE.NET, in cui si riportano le idee e le esperienze del dott. Trall, appartennete alla Scuola Americana dell'Igienismo. Buona lettura....

Nella sua oggi famosa conferenza su " La Vera Arte Guaritrice", tenuta allo Smithsonian Institute nel Febbraio 1862, il Dr. Trall dichiarava:
«La febbre non ha una sede; essa è un'azione. Non dimenticate la domanda fondamentale: che cosa è la malattia? La febbre è una forma patologica e come tale è un processo di purificazione; pertanto essa sarà uno dei metodi attraverso cui il sistema si libera della materia morbosa». «Per quanto tempo ancora i medici si spremeranno il cervello e consumeranno carta e inchiostro per cercare UNA COSA CHE NON E' AFFATTO TALE,e tentare di trovare una sede per una malattia che non ha nessuna ubicazione
L'idea qui espressa, vale a dire che la febbre non è altro che una parte dei processo generale di ricostruzione e purificazione che è la malattia, e che la febbre è salubre o benefica, è stata sostenuta dagli Ortopatici, dagli Idropatici e dal Naturopatici nonchè dai Fisiomedici sin dalla loro origine. L'idea venne derisa dalla professione medica “regolare”, sebbene, come dimostreremo più tardi, essa, oggi, inizi a farsi strada anche tra loro. Si dice, in realtà, che Ippocrate abbia detto: «Datemi la febbre e curerò qualsiasi malattia», ma Ippocrate certo non può essere classificato come un "regolare". Egli fu una via di mezzo tra un moderno idropatico ed un fisiomedico.

L'idea fisiomedica della febbre è visibile nella seguente citazione tratta da “Fisiomedicin” del Dr. J. S. Thomas:
«Da ora in poi ci batteremo per sostenere quanto abbiamo detto, e cioè che LA MALATTIA E' UNA CONDIZIONE CHE DIMINUISCE L'ENERGIA DI QUELLA FORZA CHE SOSTIENE E MANTIENE LA VITA , e che L'IRRITAZIONE, L'INFIAMMAZIONE E LA FEBBRE sono semplici manifestazioni della forza vitale di restaurare la condizione originaria».

Continuando: «Queste azioni vitali(le azioni della malattia) sono tutte benefiche per il paziente, e dovrebbero essere aiutate invece di essere soffocate. LA FUNZIONE SOSPESA DELLA SUPERFICIE CUTANEA PRIMA Di UN ATTACCO Di BRIVIDI (SENSAZIONE DI FREDDO) non può ESSERE RIPRESA SENZA LA FEBBRE , e nessuna lacerazione della carne può essere risanata senza quel processo fisiologico chiamato infiammazione, che insieme alla febbre, loro (Allopatici ed Omeopatici) trattano come 'malattia'».
Il dr. Joel Shew nel suo “Il medico di famiglia Idropatico”, dichiara: «Qualsiasi sia la verità a proposito della natura e della tendenza generale della febbre, bisogna però sottolineare il fatto che i pazienti, quando convenientemente curati, e non danneggiati da misure rigide ed arbitrarie, dopo un attacco stanno molto meglio. Ciò si osserva addirittura dopo certe febbri che hanno avuto origine nella malattia».

E' stato detto che “l’infiammazione è una febbre locale e che la febbre è un'infiammazione generale". Se con questo si vuol dire che entrambe sono parte dello stesso processo di guarigione, non abbiamo nulla da obiettare.
Un'infiammazione generale però per poter esistere ha bisogno di un quantitativo sufficiente di sangue che la produca. La febbre, da parte sua, è piuttosto una reazione generalo dei sistema nel caso in cui irritazione ed infiammazione sono estese e, in una certa misura colpiscono anche organi interni.
Di regola, le febbri sono precedute da una sensazione di freddo. Questa è dovuta al ritiro del sangue dalla superficie del corpo e causa una sospensione dell'irraggiamento dei calore cutaneo; a tale sospensione segue la febbre. La febbre non solo metto le cellule dell'interno dei corpo in condizioni di accelerare le proprie attività, ma assicura anche il calore della superficie dei corpo che altrimenti rimarrebbe fredda.

Le cellule di tutti i tessuti e liquidi colpiti da febbre ed infiammazione si ingrossano. Ciò è dovuto ad un'accresciuta essudazione di liquidi dal sangue nelle parti colpite, che ha come effetto un maggior nutrimento ed una più rapida crescita. Questo aumento della temperatura corporea durante le infiammazioni e le febbri è costante, ed è impossibile che queste si sviluppino senza che si abbia un temporaneo aumento della quantità di materia vivente nelle zone interessate. Nelle cellule si osserva sempre un aumento dei processo nutritivo.
Forse per spiegare meglio il fondamento logico della febbre, prendiamo in esame i movimenti di una ameba in diverse condizioni di temperatura. Per autonoma che tale creatura monocellulare possa apparire, essa in realtà è incapace, senza un'influenza esterna, di accelerare le proprie funzioni al di sopra dei proprio standard fisiologico e, parimenti, di rallentarle o bloccarle.
Se la temperatura dell'ambiente in cui si trova viene aumentata di pochi gradi, i suoi movimenti, precedentemente forse lenti e fiacchi, immediatamente si rinvigoriscono: l'attività vitale cellulare aumenta. UN AUMENTO DELLA TEMPERATURA E' NECESSARIO AD AUMENTARE L'ATTIVITA' VITALE.

Una diminuzione della temperatura sortisce l'effetto contrario. Se il liquido in cui si trova l'ameba viene gradualmente raffreddato, la cellula gradualmente cessa i suoi movimenti ed attività e, alla fine, diventa un semplice globulo inerte capace di riprendere le sue attività originarie soltanto una volta che la temperatura sarà stata aumentata. UNA RIDUZIONE DELLA TEMPERATURA RIDUCE L'ATTIVITA' CELLULARE.
Se la temperatura viene aumentata troppo, i movimenti della cellula gradualmente cessano. Ad un certo grado di calore, la cellula diventa rigida e inerte e può riprendere a funzionare soltanto dopo averne fatto scendere la temperatura. IL CALORE ECCESSIVO BLOCCA L'ATTIVITA’ CELLULARE.
Noi possiamo aumentare la temperatura dell'ameba quanto vogliamo in quanto siamo noi stessi che, dall'esterno, forniamo il calore; questo, infatti, non è prodotto della sua attività cellulare. Nel corpo, durante la febbre, le cose vanno diversamente. Il calore è il risultato della stessa attività corporea, e se esso supera una certo soglia, l'attività cellulare viene automaticamente rallentata e la produzione di calore diminuita. ESISTE QUINDI UN CONTROLLO AUTOMATICO DELL'AUMENTO DELLA TEMPERATURA.

Una delle funzioni principali della pelle è quella di regolare la temperatura corporea. Il calore viene diffuso attraverso la pelle, soprattutto attraverso la sudorazione. Il corpo viene raffreddato dall'evaporazione dei sudore; qualsiasi liquido, infatti, evaporando assorbe calore. Il sudore, evaporando, sottrae calore al corpo.
Regolando la quantità di sangue che raggiunge la pelle, viene controllata la fuga di calore dal corpo. Più sangue è nella pelle, più calore verrà emanato dal corpo. Se il corpo viene raffreddato, i vasi sanguigni della pelle si contraggono. Ciò obbliga il sangue a defluire dalla superficie verso l'interno del corpo e a conservare il suo calore. Quando il corpo è caldo, i vasi in superficie si dilatano, permettendo così a quantità maggiori di sangue di raggiungere la pelle e dissipare così parte dei loro calore.
Vi sono due categorie di nervi preposte a regolare la conservazione e l'emanazione dei calore: quelli vasomotori, che controllano la contrazione e la dilatazione dei vasi sanguigni, controllando pertanto il flusso sanguigno, e quelli secretori che stimolano le attività delle cellule ghiandolari. Generalmente ad un aumentato flusso sanguigno si accompagna un'accelerazione dell'attività ghiandolare, sebbene talora capiti - nel caso di soggetti molto nervosi o di shock - che si abbia una profusa traspirazione appiccicaticcia contemporaneamente ad una diminuzione dei flusso sanguigno. La secrezione del sudore è regolata dal sistema nervoso. I centri ad essa preposti, situati nel midollo spinale, vengono attivati dal moto, dalle variazioni della temperatura esterna, da emozioni, da molte sostanze e spesso da un aumento della temperatura dei sangue circolante nello stesso midollo spinale.

Il corpo non solo regola l'emanazione dei calore, ma ne regola pure la produzione e la distribuzione. Capita spesso in soggetti motto deboli o in casi di shock che la capacità dei corpo di produrre o conservare calore sia ridotta, cosicché la sua temperatura scende al di sotto del normale. In molti stadi di una malattia acuta, la temperatura è al di sopra dei normale e si dice che il paziente ha la febbre.
FEBBRE E' UN SEMPLICE AUMENTO DI QUALCHE GRADO DELLA NORMALE TEMPERATURA CORPOREA.
Durante la febbre, di solito si ha una produzione di calore maggiore rispetto alle condizioni normali, sebbene il calore prodotto non eguagli mai quello provocato da un violento esercizio fisico.

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